Emorroidi: cosa sono, sintomi, cause e rimedi

Le emorroidi sono vene del canale anale, localizzate nel tessuto sottomucoso, che a volte si gonfiano o si infiammano, causando la malattia emorroidaria. Al termine della defecazione si riempiono di sangue e contribuiscono al 15-20% della pressione della chiusura anale, cioè al mantenimento della continenza gonfiandosi e sgonfiandosi al bisogno. Inoltre agiscono per proteggere i muscoli dello sfintere anale durante il passaggio delle feci. 
Quando le vene emorroidali si dilatano eccessivamente formano delle varici, queste si allargano causando lo scivolamento verso il basso dei tessuti infiammati. Il cedimento di questa mucosa rettale spinge verso l’esterno le emorroidi interne che, a loro volta, trascinano quelle esterne (prolasso) causando i sintomi tipici della patologia.
Spesso vengono scambiate con altre patologie altrettanto problematiche come le ragadi anali, le fistole, il prurito anale o altre patologie. 

Le emorroidi sono una delle patologie più diffuse al mondo, circa il 50% della popolazione soffre di questo disturbo, principalmente nei paesi più sviluppati, per via della dieta alimentare spesso sbagliata e per l’eccessivo stress.

Tipologie di emorroidi

Le emorroidi interne non sono visibili ad occhio nudo perché rimangono localizzate all’interno del canale anale, nel retto inferiore. Solitamente sono indolore anche se producono sanguinamento. Ma se si associano alle ragadi, possono essere dolorose. Nel momento dell’evacuazione possono prolassare, quindi uscire all’esterno, ma poi rientrano spontaneamente.
Le emorroidi esterne invece si vedono ad occhio nudo vicino all’ano, fuoriescono facilmente con protuberanze gonfie, dure, dolorose e fastidiose e si sviluppano sotto la pelle intorno all’ano. Il dolore può essere improvviso e grave.

Vengono classificate in:

  • Emorroidi di I grado sono visibili solo in anoscopia perché interne. Sono indolori, ma ci si accorge di loro dalla presenza del sangue.
  • Emorroidi di II grado sono interne ma fuoriescono durante la defecazione e causano sanguinamento e dolore. Rientrano spontaneamente
  • Emorroidi di III grado prolassano definitivamente all’esterno e sono dolorose. In questo caso è necessario un intervento manuale per riposizionarle all’interno del canale anale
  • Emorroidi di IV grado si presentano all’esterno del canale anale e non si può riposizionarle all’interno.

Cause delle emorroidi

Le cause delle emorroidi possono essere di natura sia fisica che patologica, tra le quali:

  • Disfunzioni intestinali, come stitichezza o diarrea cronica, sono elementi che interferiscono con il flusso sanguigno da e verso l’area causando la raccolta e l’allargamento dei vasi
  • Tempo eccessivo dedicato alla defecazione
  • Obesità
  • Alimentazione scorretta a basso contenuto di fibre
  • Stress
  • Gravidanza, quando l’utero allargato preme sulle vene
  • Alterazioniormonali che influiscono sul tessuto vascolare
  • Fumo
  • Rapportianali
  • La familiarità aumenta le probabilità
  • Sforzi eccessivi
  • Invecchiamento
  • Sedentarietà

Sintomi delle emorroidi

I sintomi e la loro gravità dipendono dallo stadio e dal tipo di emorroidi. Le emorroidi esterne causano:

  • Prurito o irritazione della zona anale
  • Dolore
  • Gonfiore intorno all’ano
  • Emorragie

Le emorroide interne causano:

  • Sanguinamento indolore

Complicanze delle emorroidi

Se sottovalutate, le emorroidi possono causare sanguinamentitrombosi, cioè la formazione di un coagulo di sangue con prurito e dolore, l’anemia causata dalle ripetute emorragie, i processi flebitici e la nascita di ragadianali

Diagnosi e cura delle emorroidi

Quando compaiono i primi sintomi, è necessario rivolgersi al medico che dopo una accurata visitaproctologicaispezione anale (per diagnosticare emorroidi prolassate, ragadi e fistole), esplorazionerettale (per valutare il tono dello sfintere anale e la presenza di eventuali masse) ed esecuzione di esami strumentali (anoscopia o rettosigmoidoscopia) può diagnosticare la malattia emorroidaria.

Una volta diagnosticata la malattia e stabilito lo stadio di gravità, il medico assegnerà la cura che ritiene più opportuna. Se si tratta di uno stato lieve del problema, si possono ottenere ottimi risultati modificando le abitudinialimentariigieniche e lo stile di vita in generale. Negli stadi intermedi si somministrano farmaci localmente ad azione sfiammante e si assumono farmaci ed integratori per via orale. Mentre per gli stadi più gravi, è necessario l’intervento chirurgico.

I farmaci che si usano hanno una parte anestetica per alleviare il dolore, alcuni contengono cortisone e antinfiammatori. 

Ci sono svariate pomate con estratti naturali, come quelle a base di amamelide, ippocastano, rusco, malva, calendula e achillea.

Importante è tenere la zona sempre ben pulita e asciutta, per accelerarne la guarigione. 

Per quanto riguarda invece lo stile di vita e l’alimentazione, è fondamentale apportare qualche modifica per prevenire le emorroidi o comunque quando sono allo stadio iniziale, cercare di ridurre il problema. Necessario è ridurre il fumo, l’alcol, gli alimenti che possono irritare, come peperoncino, pepe, spezie in generale, caffè e alimenti e bevande che contengono caffeina e teina, cioccolato e bevande gassate, alimenti grassi e fritti. 

Importante è anche eliminare o quantomeno ridurre lo stress, camminare e fare attività fisica, non passare troppo tempo sul water e assumere una posizione corretta (le gambe devono essere più vicino al petto, in modo da ridurre l’angolo fra addome e cosce, magari poggiando i piedi su uno sgabello). 
Una dieta equilibrata prevede bere almeno un litro e mezzo, due di acqua e scegliere un’alimentazione varia e ricca di fibre, quindi con molta frutta e verdura fresca, cereali integrali e legumi.
Le fibre aiutano ad evitare lo sforzo nella defecazione perché rendono le feci più morbide.

Consigliati sono i frutti rossi (ribes, ciliegie, lamponi e mirtilli), alimenti ricchi di zinco (uova, piselli, lievito di birra, avena, orzo, arachidi, spinaci…).

Spesso però si ricorre al consulto del medico quando la situazione è abbastanza grave e il grado di malattia è abbastanza elevato e non è facile curarle se non con l’intervento chirurgico. Si può allora ricorrere alla fotocoagulazione e alla legatura elastica (per emorroidi di I e II grado), svolti in anestesia locale. Oppure nei casi più gravi (emorroidi di II e III grado), si parla di asportazione chirurgica (emorroidectomia, rimozione dell’eccesso di tessuto responsabile di emorragie) o dearterializzazione emorroidaria con sonda doppler e mucopressia quando si hanno forti sanguinamenti, trombi e prolassi completi.

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